[HackLabCZ] Fwd: Non è una catena, è la "mia" catena.

Panti G. sgriso a gmail.com
Dom 17 Feb 2008 16:21:11 CET


vi giro uno sfogo che per alcuni puo' essere OT ma non cestinatela.. leggete
e fatevi sotto anche qua!

Saluti

Panti G.

---------- Forwarded message ----------
Subject: Non è una catena, è la "mia" catena.

Questa mattina mi sono alzata e vedendo Veltroni in tivù ho sentito lo
stesso brivido che di già ieri mi ha percorso, ascoltando la nuova sigla del
PDL "Grazie Silvio". Il primo parla millantando la certezza della sua
moderata moderazione, "io non faccio scelte aggressive", il secondo è stato
attivamente partecipe della distorsione, oramai normale, tra individuo e
consumatore.

La vacuità dei discorsi dei nostri politici e la voglia semplice di
accaparrarsi i voti la conosciamo bene, così come la sensazione di non
essere rappresentati da nessuno.

Chi poi è abbastanza fortunato da far parte della massa dei "giovani", viene
analizzato, scrutato, descritto senza avere nessuna opportunità di replica;
ospiti illustri, qua e là, spendono considerazioni d'ogni natura ma
dell'essere giovani nessuno mai: massa informe e spersonificata, privata
d'una capacità decisionale degna di nota, con un diritto garantito, quello
del voto, con un diritto privato, quello d'esserci.

Il "politically correct" si presenta là dove è meglio tacere, per nascondere
quello che davvero è perso: il rapporto tra noi ed i nostri rappresentanti.
Inutile aprire i giornali. La notizia del momento la fa da padrone. Aborto
oggi, ieri omicidi vari. Delle altre ce la si prende con l'extracomunitario
di turno, poi ancora qualcosina di cronaca nera. Punto. Lavatina di mani e
lo sporco rimane.

Ci sentiamo annichiliti. Se nessuno è disposto ad alzare la voce si finisce
male, e non ci resta che sognare un futuro significativamente diverso
dall'odierno presente. Altrove.


Ma possiamo ancora dire qualcosa, perché abbiamo una voce ed una rete
ancora libera. Sfruttiamola per non essere costretti a digerire l'indigesta
idea di essere spettatori impotenti di uno sfacelo. Sfruttiamola perché ci
siamo, perché dotati d'un cervello, per parlare di noi e del nostro rapporto
con il circostante.

Sfruttiamola per parlare di noi, e non più su noi.


Dobbiamo dimostrare che la massa dei "giovani", dei nuovi elettori, non è
informe: dimostrare che abbiamo una nostra voce, ben definita e precisa, e
che gli attuali mezzucci elettorali non ci soddisfano più. Che il rapporto
noi/politica non è paragonabile al rapporto consumatore/prodotto: che
all'interno delle nostre aspettative ci sono anche le nostre paure, le
nostre ambizioni per il futuro - che il rapporto con la politica è intimo,
non contingente, perchè riguarda le nostre possibilità più elementari, come
lavorare, studiare, avere rapporti con gli altri.


Per questo a brevissimo verrà aperto un sito, in cui raccoglieremo tutte le
opinioni, le foto, i disegni, di chi si sente rassegnato e non ascoltato di
fronte alla situazione attuale.
Crediamo che questo sia un problema esteso, proprio per questo vi chiediamo
di partecipare numerosi: di scrivere, disegnare, esprimervi, parlare di
questo progetto e coinvolgere più persone possibile.

E' una goccia nel mare, ma noi crediamo comunque che sia necessaria.

Inviate i vostri lavori a: catecatecat a gmail.com
                                geppo985 a gmail.com <geppo85 a gmail.com>


Crediamoci, insomma. :)

C. e G.
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