[HackLabCZ] Free summer

Nuccio Cantelmi n.cantelmi a alice.it
Mer 18 Giu 2008 11:18:48 CEST


On Wednesday 18 June 2008 10:51:14 Leonardo wrote:
> Le aree ci sono, ma i servizi igienici sono limitati se siamo sopra le
> 30 unità. Si pensava con Max di mettere delle infrastrutture simili a
> quelle che ho usato durante convegni all'aperto simili a quello che
> ipotizziamo.
Max mi ha garantito ospitalità per 50 persone. Possiamo arrivare al massimo a 
65. Non so se il posto che hai visto corrisponde a quello in cui avverrà il 
soggiorno, perché mi pare che il parco e l'ostello siano in due posti 
separati.
> In ogni caso l'area non è attualmente coperta da segnale (sto parlando
> ancora solo di linea per cellulari), per telefonare occorre salire
> sugli alberi (cosa che il posto consente per sua natura, se imbracati).
Poco male. Non credo ci serva il collegamento ad internet, ma forse è più 
utile un collegamento fra di noi (a questo, sono sicuro, si troverà rimedio).
> Il sopralluogo insieme mi sembra d'obbligo, ed è anche tardi se lo
> facciamo la prossima settimana, quindi organizziamoci prima possibile.
ok
> Direi che la questione del segnale et-similia è meglio sia vagliata da
> Antonio che potrebbe risolvere adeguatamente il problema.
>
> Tiriamo dentro anche Max (se ci legge, intervenga) in modo che sia
> presente al sopralluogo.
> Sabato se ne parla?
ok
> Per quanto riguarda il corso di hacking bisogna a questo punto decidere
> il target. Non è la stessa cosa fare un corso così "di base" o fare un
> corso di "hacking". Se decidiamo di partire dalle base indicate da
> Maurizio allora il target è diverso ed è opportuno penso definirlo un
> corso introduttivo a sistemi e programmazione. Senza tirare in ballo
> l'hacking.
>
> Se invece il target è un gruppo di "smanettoni", "programmatori",
> "analisti", "informatici universitari", "esperti di settori verticali",
> "installatori telecom", ecc.. insomma gente interessata ad approfondire
> tecniche di hacking e di protezione dei sistemi, allora possiamo alzare
> il tiro.
>
> Un'altra ipotesi è quella di avviare una serie di master brevi su
> determinati aspetti che incuriosiscono per la loro natura
> "hackinghiana", magari indirizzati a chi vuole apprendere cosa succede
> dietro le quinte dei sistemi con cui ha a che fare ogni giorno.
>
> Insomma rendere fruibile la conoscenza che appare ostica se non
> esplicitata in un corso dal vivo. Insomma una libera condivisione e
> diffusione del sapere informatico. Vi ricorda qualcosa?
>
> Leonardo
Sulle modalità di approccio, lascio la parola a Voi esperti. Ciò che conta è 
che si inizi sulla via dell'hacking con concreta volontà.

> P.S. Vi ricordo che in questo periodo ho il trasferimento della sede
> dell'azienda e ciò mi comporta problemi di tempo e di intervento.
> Perdonate le mie assenze, ma sappiamo che quando occorre in "turn over"
> di solito ognuno di noi è partecipe.
Quando hai bisogno di una mano non devi fare altro che fare un fischio ed 
accorriamo. Non sono d'accordo sulla faccenda del turn over. Non la 
comprendo. Quanto dura il turnover, una partita, due, un mese, di quando in 
quando? Soprattutto, il turn over presuppone che ci sia qualcuno in grado di 
prendere il posto. Ciò non vale se buona parte della squadra decide 
di "prendersi" il turn over senza dare cenno,  e senza sincerarsi che le cose 
vadano comunque avanti. Basta poco, che c'è vò? 
-- 
Nuccio Cantelmi A.K.A. Ieyasu
Hacklab Catanzaro - www.hlcz.it
Libera condivisione e diffusione del sapere informatico


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