La Francia contro i pirati della condivisione

Ritratto di ieyasu

Evidentemente, la spinta protezionistica delle Majors si sta facendo più forte.
Il Primo Ministro francese Sarkozy ha buon gioco nell'imporre un sistema fortemente repressivo del file sharing, nonostante la raccomandazione contraria dell'Unione Europea.
Dalle notizie che arrivano dai mezzi di stampa (ovviamente non quelli lottizzati), il sistema francese di contrasto alla pirateria dovrebbe funzionare più o meno così: il pirata sarà dapprima ammonito con una letterina a casa. In caso di recidiva, una commissione stabilirà di bannare il "pericoloso terrorista", inserendo il suo nominativo in una lista pubblica. La gogna mediatica fara sì che altri provider non offrano al pirata connessione. Però, se il monello si redime, chiede scusa e promette di non farlo mai più, la sospensione non potrà essere superiore ai dieci giorni.
Il problema, oltre che nell'assurdo metodo e nella convinzione che condividere sia reato, sta nel fatto che la pubblicazione della lista dei cattivi navigatori metterà a disposizione delle Majors i nomi delle persone da perseguire penalmente e civilmente. Dunque, un regalino niente male per i poveri monopolisti hollywoodiani.

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